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si legge makìa (blog a prova di imitazioni)
Siamo solo all' afterhours
post pubblicato in Sono un gangster, il 20 maggio 2010




Non guardate me. Non è colpa mia se Tremonti vuole fare la lotta
agli sprechi e alle ruberie con lo scudo fiscale e la legge sulle
intercettazioni. Gradite uno spritz?


Teresa
Senza i fatti le scuse della Carfagna non bastano
post pubblicato in I Giornaletti, il 19 maggio 2010


 

“Consentitemi un pensiero particolare all’onorevole Anna Paola Concia alla quale sono grata per l’impegno e la delicatezza che ha speso per farmi conoscere la ricchezza del mondo associativo qui presente, con tutte le sue sfumature (…) per avermi aiutata a sfondare il muro della diffidenza della quale penso di essere stata allo stesso tempo vittima e inconsapevole responsabile, in un passato remoto, ormai ampiamente superato”. Con queste parole, Mara Carfagna, nel corso della cerimonia al Quirinale, nella Giornata contro l’omofobia, faceva retromarcia rispetto ad alcune sue posizioni assunte nemmeno troppo tempo fa.

“Il patrocinio al Gay Pride? Non sono orientata a darlo. Non servono i Gay Pride.L’unico obiettivo dei Gay Pride è quello “di arrivare al riconoscimento ufficiale delle coppie omosessuali, magari equiparate ai matrimoni. E su questo non posso certo essere d’accordo”. Appena insediata al Ministero per le Pari Opportunità, la Carfagna dichiarava: “L’omosessualità non è più un problema, perlomeno così come ce lo vorrebbero far credere gli organizzatori di queste manifestazioni.“Sono sepolti – concludeva il ministro – i tempi in cui gli omosessuali venivano dichiarati malati di mente. Oggi l’integrazione nella società esiste. Sono pronta a ricredermi. Ma qualcuno me lo deve dimostrare”.

Glielo hanno dimostrato con i fatti, con le aggressioni omofobe a Firenze, a Napoli, a Milano, a Roma. Due anni di un fenomeno dilagante di intimidazioni e violenze senza che fosse concertato fra le Istituzioni nessun intervento per la promozione del rispetto delle diversità, di pari diritti e pari opportunità per tutti a prescindere dagli orientamenti sessuali. A parte uno spot. Un messaggio per la verità abbastanza controverso e che rimandava al solito “don’t ask, don’t tell”, che non aiuta certo a conoscere e quindi ad accettare l’inclinazione sessuale, ma piuttosto ci invita ad occuparci delle nostre faccende e non di quelle degli altri.

E’ vero che da un Governo a conduzione destro-leghista di più non si poteva immaginare di ottenere, ma è altrettanto vero, che se si voleva mandare un messaggio chiaro si sarebbe potuta approvare quella “legge Concia” affossata sei mesi fa alla Camera e proprio per quella modifica dell’articolo 61 del codice penale che prevedeva un’aggravante per i reati commessi “per finalità inerenti all’orientamento o alla discriminazione sessuale della persona offesa dal reato”.

Ecco, noi siamo disposti anche ad applaudire il Ministro, per questa sua svolta sui temi sensibili dei diritti delle persone omosessuali, però pretendiamo fatti concreti. Le campagne mediatiche vanno bene fino ad un certo punto, poi servono leggi serie. Solo in questo modo le parole e i discorsi non rimarranno prive di significato. Come un tailleur indossato per far bella mostra al Quirinale.

Pubblicato su Giornalettismo

Io, invece, non ho un grammo di poesia
post pubblicato in Metà ballerina, il 17 maggio 2010


M'hanno cresciuto Dei
quieto come nel mondo del silenzio
l'ineffabile chiarore del vetro
ha colorato la pelle, il dolore.
immobili sguardi fissi:
la notte inconquistabile,
gli uomini che non sanno come fare.

M'hanno allattato cheti,
ora li riconosco che ti guardo
e mi vuoi offrire il sonno.
Ora li odo chiamare, inseguiti,
che cantano il canto perduto
all'odore del mare.
Ora sanno, e li vedi passare,
che le sere ed i giorni infiniti
s'allontanano e corrono: amare
ora è il verbo dei cuori traditi.



Paolo Birolini

M'hanno cresciuto Dei
Poesie 1981-1986




Nota: il titolo è una citazione di Vincenzo Ricchiuti






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Non ha una seconda opzione
post pubblicato in Sono un gangster, il 14 maggio 2010


 

"Il governo ci ha detto che le regioni con il deficit sanitario dovranno
aumentare le tasse fino al ripianamento del deficit stesso".

Però come terza opzione potrebbe dimettersi. Io non la scarterei a priori, ma
sono sicura che i campani che l'hanno votato sapranno ingoiare anche questo.




Teresa
Cominciamo bene
post pubblicato in Sono un gangster, il 13 maggio 2010


 

"Hanno invece molto a che fare con la concorrenza i pesanti ritardi registrati
qualche giorno fa da 36 convogli Trenitalia proprio a causa di un treno della
società di Montezemolo, la NTV, impegnato in un test sulla linea Roma-Firenze:
continui stop e rallentamenti per malfunzionamenti vari, con pesanti ripercussioni
sui convogli Trenitalia che seguivano e conseguenti disagi a migliaia di nostri clienti".
Insomma, se voleva essere un blitz quello di Montezemolo che viaggiava su un treno
Trenitalia in forte ritardo, Moretti gli ha risposto di dare uno sguardo in casa sua.



Teresa

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Trichet c'ha le mani in fronte
post pubblicato in Sono un gangster, il 8 maggio 2010




Figuriamoci gli altri.




Teresa

Si allenano con gli animali per non mancare gli uomini
post pubblicato in Sono un gangster, il 7 maggio 2010


 

Volevo scrivere della Grecia, ma a volte ho orrore di quello che succede
dalle mie parti. L'ultimo trend è provare le armi nuove sui bersagli mobili.



Teresa

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Non si dimette
post pubblicato in Sono un gangster, il 6 maggio 2010


 

"Non ho questa abitudine, e neppure questa mentalità".

Evvabbè, direi che la prassi consolidata nel Pdl rispecchia più
il comportamento di Verdini che quello dell'ex ministro dello Sviluppo
Economico, e questa sarebbe la mentalità. L'abitudine, invece, deve
essere riferita a quell'attitude di Scajola di dimettersi ad ogni legislature.
Mi sa.



Teresa
Il miglior paese per partorire? La Norvegia
post pubblicato in I Giornaletti, il 4 maggio 2010


 

La classifica annuale della Ong Save the Children mostra le enormi differenze che si incontrano nel mettere al mondo un figlio nei vari paesi. L’Afghanistan è il posto peggiore. La Spagna è al 13° posto su 160. E l’ Italia?

Una donna norvegese che decidesse di partorire oggi avrà deciso il tempo giusto per una gravidanza dopo aver ricevuto 18 anni di istruzione alla contraccezione e dopo aver avuto un controllo completo sulla propria vita sessuale. Dopo la nascita, assistita da personale sanitario, potrà godere del congedo di maternità tra le 46 e le 56 settimane. Molto difficilmente il suo bambino morirà prima dei cinque anni. E se tutto va bene, lei vivrà fino a 83 anni. Una donna afghana, lo stesso giorno ha un alto rischio di morire durante il parto (una su otto muore di complicanze, prima o dopo il parto), che raramente (14%) sarà assistito. Questa donna, che è andata a scuola solo per cinque anni e non ha avuto accesso ai contraccettivi moderni (solo il 16% li usa), vivrà quasi la metà che in Norvegia: 44 anni. Durante la sua vita, probabilmente subirà la perdita di almeno uno dei suoi figli e se non si sono ammalati, entro i cinque anni di età, di qualche malattia facilmente prevenibile.

MALE GLI STATI UNITI - Questa è la semplice relazione che permette di disegnare l’ indice annuale pubblicato dalla ONG Save the Children che mostra, per l’undicesimo anno, i migliori e i peggiori paesi al mondo dove essere una madre. La differenza tra vivere in Norvegia o in Afghanistan, il primo e l’ultimo classificato quest’anno è misurata da indicatori di salute, dell’istruzione o delle condizioni economiche delle madri e dei bambini. Dopo la Norvegia troviamo l’ Australia, l’Islanda, la Svezia, la Danimarca, la Nuova Zelanda, la Finlandia, i Paesi Bassi, il Belgio e la Germania. L’Italia è diciassettesima tra i 43 che compongono il gruppo dei paesi più sviluppati. Dei 160 paesi nella lista (compresi quelli per i quali non esistono dati sufficienti), l’Afghanistan, il Niger, il Ciad, la Guinea-Bissau, lo Yemen, la Repubblica Democratica del Congo, il Mali, il Sudan, l’Eritrea e la Guinea Equatoriale sono i peggiori. Tra i paesi sviluppati, salta all’occhio quel 28esimo posto degli Stati Uniti. Il rischio di mortalità materna (una su 4.800) e la mortalità dei bambini prima di cinque anni (8 su 1000 nati vivi) sono tra i più alti del mondo sviluppato, secondo il rapporto della Ong americana. Save the Children sottolinea anche come la politica degli Stati Uniti sul congedo di maternità sia molto meno generosa rispetto a quella dei paesi ricchi.

SERVONO OSTETRICHE! - Anche se queste condizioni sono migliorate, le madri dei paesi in via di sviluppo “sono esposte a rischi molto maggiori per la loro salute e quella dei loro figli“, afferma in un comunicato Mary Beth Powers, responsabile della campagna per la sopravvivenza dei neonati e dei bambini. Le prospettive nei 10 paesi in coda sono tristi: una madre su 23 morirà per cause legate alla gravidanza. Un bambino su sei morirà prima del quinto compleanno e uno su tre sarà malnutrito, senza pensare che quasi il 50% della popolazione ha difficoltà di accesso all’acqua potabile. Il rapporto completo, intitolato State of the World’s Mothers 2010, ricorda “la disperazione umana e le opportunità perdute” che si celano dietro i numeri e che “richiedono che si forniscano gli strumenti di base per le madri per rompere il ciclo della povertà e migliorare la qualità della vita, quella dei loro figli e delle generazioni future“. Uno di questi strumenti è l’educazione delle donne, che, secondo Save the Children, dà la possibilità alle mamme di proteggere la propria salute e quella dei bambini che necessitano di cure specialistiche. “Donne istruite tendono a sposarsi più tardi e hanno meno figli, più sani e meglio nutriti“, si legge nella relazione. L’ONG raccomanda inoltre la formazione degli operatori sanitari, soprattutto delle ostetriche. La relazione ricorda che sono necessari 4,3 milioni di specialisti sanitari nei paesi in via di sviluppo per raggiungere gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio. L’organizzazione consiglia inoltre di incoraggiare le donne a specializzarsi in questo lavoro e di svilupparlo soprattutto nelle comunità più remote.


Teresa


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A proposito di balletti
post pubblicato in Sono un gangster, il 3 maggio 2010


 

Mo' non è che vogliamo cominciare la polemica sul fatto
che i leghisti non saranno presenti sul palco per il 150esimo
dell' unità d'Italia vero?
Calderoli non viene? Ecchissenefrega, scusate. Si potrebbe
addirittura festeggiare due volte, per me.



Teresa
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