Quell’ inquisito dimenticato di Elio Letizia

Al di là dell’ aspetto scandalistico del Noemigate resta da chiarire come
faccia un fascicolo a carico di un rinviato a giudizio a sparire da un Tribunale.
Facciamo un passo indietro. E’ il febbraio del 1993, in piena Tangentopoli.
Elio Letizia è segretario della Direzione dell’ Annona del Comune di Napoli.
Viene arrestato insieme con l’ assessore socialista Arcangelo Martino
( che lo avrebbe presentato a Craxi e a Berlusconi ) e con il dirigente Giovanni
De Vecchi, con l’accusa di aver venduto licenze annonarie sottobanco, intascando
tangenti fino a 35 milioni. Quattro anni dopo viene rinviato a giudizio.
COMPLETAMENTE DIMENTICATO – Ed ecco che nonostante sul
Letizia si concentrassero la maggior parte delle accuse dei testimoni, la sua
posizione viene stralciata, viene stabilita la nullità dell’ udienza preliminare e di
quel fascicolo si perde qualsiasi traccia. Nel frattempo gli altri imputati subiscono
regolare processo e vengono assolti, ma su uno degli atti della sentenza passata in
giudicato il 2 novembre 2004 si legge : “Appare evidente che per tutti i reati
menzionati - provata la sussistenza di tutti gli elementi oggettivi e soggettivi del reato
in contestazione - la descritta illecita condotta risulta certamente ascrivibile al solo
Letizia “.
LA FIGURACCIA DEL TRIBUNALE DI NAPOLI – In tutto questo, il
Tribunale di Napoli non è che ne esca proprio bene. Deve essere per questo che il
Presidente, Carlo Alemi ( lo stesso della durissima istruttoria sul caso Cirillo ) ha
deciso di vederci chiaro e ha richiesto una relazione tecnica relativa all’ inchiesta
interna sulle responsabilità con tanto di ispezione degli 007 del ministro Alfano.
EVVIVA LA PRESCRIZIONE – E così Elio Letizia dovrà tornare in aula in
udienza preliminare l’ 8 luglio, ma sarà solo una formalità. Gli eventuali reati, infatti
sono già andati in prescrizione. E non si capisce per quale motivo il Comune di Napoli
si sia costituito parte civile. Dopo 16 anni e con l’estinzione del reato. Ma probabile
che sul Noemigate non sia stata ancora messa la parola fine.
Teresa