L’Europa ha votato: in Italia c’è libertà di espressione
Con la risoluzione dell’ Europarlamento di oggi si apre un nuovo scenario. Se è l’ UE che deve garantire la libertà di stampa nel nostro Paese siamo messi davvero molto male.
Bocciata per tre voti la mozione sulla libertà di espressione in Italia presentata dall’Italia dei Valori al Parlamento Europeo. La risoluzione, nonostante tutti i pronostici, non è passata: gli emendamenti di stamattina invece avevano ricevuto tutti un voto positivo dall’Aula. Bocciata anche l’altra risoluzione, quella presentata da popolari, conservatori ed euroscettici. Nella risoluzione del centrosinistra si punta il dito contro i conflitti di interesse in Europa ed in particolare contro «la situazione italiana», vengono «deplorati le pressioni» contro giornali italiani ed europei da parte delle autorità di governo italiane« e si chiede alla Commissione Ue una direttiva sul pluralismo. Il centrodestra ricordava invece le parole del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che invitava a non usare Strasburgo come »istanza di appello« delle decisioni nazionali, e poi concludeva che »la libertà di stampa è un valore fermamente stabilito« in Italia. Ma non solo, sul tavolo c’è anche un pacchetto di emendamenti che il Ppe ha presentato per modificare la risoluzione del centro sinistra, inserendo un riferimento alle parole di Napolitano ed il suo ruolo di garante della Costituzione. A mezzogiorno la plenaria ha iniziato votando la risoluzione del centro destra quindi, è toccato agli 11 emendamenti del Ppe al testo del centro sinistra. Infine è stata votata quest’ultima risoluzione, con le eventuali modifiche apportate
DESIDERI IRREALIZZATI – Il voto di oggi al Parlamento europeo sulla libertà di stampa in Italia «si risolverà solo in una condanna morale verso il nostro Paese che non servirà assolutamente ad aprire un dibattito serio sulla concentrazione dei media in Europa. E la responsabilità è tutta del gruppo socialista». Così il capodelegazione degli eurodeputati del Pdl nel Ppe, Mario Mauro, aveva spiegato la posizione del suo gruppo, che ha deciso di presentare una sua propria risoluzione oltre a quella dei gruppi del centrosinistra. «Si profila un Parlamento europeo spaccato in due – ha detto Mauro nel corso di una conferenza stampa – che avrà come risultato quello di rappresentare l’Italia come il ‘mostro’, senza la possibilità di aprire un dibattito serio di respiro europeo, e con il solo obiettivo di colpire il singolo Paese e il suo governo». Mauro ha quindi affermato che «il Ppe è pronto a impegnarsi sul fronte di un dibattito sulla concentrazione dei media in Europa», anche se ieri il presidente del Ppe, Joseph Daul, ha affermato di essere contrario all’ipotesi di una direttiva europea. «In Europa – ha aggiunto Mauro – abbiamo il gruppo Murdoch da 32 miliardi di dollari, il gruppo Bertelsmann da 12,5 miliardi, ma sembra che il gruppo Mediaset da 5 miliardi sia l’unica minaccia per la libertà di informazione. In realtà si vuole solo colpire Berlusconi»
Teresa