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si legge makìa (blog a prova di imitazioni)
Una goccia nel mare
post pubblicato in Sono un gangster, il 17 aprile 2008


Il dato elettorale che più attendevo era quello della Municipalità
dove ho fatto campagna elettorale. Quella del Vomero-Arenella.
Comincerei con il dato sulla partecipazione al voto che è stato di
circa otto punti percentuali più alto di quello cittadino.
In una città che cambia colore da sinistra a destra.


Senato 2008
Affluenza Comune di Napoli 67,15%
Affluenza Municipalità Vomero-Arenella 74,5%

voti di coalizione Municipalità Vomero-Arenella
PD+Idv      31250  47,2           voti di lista  PD  25963   39,22
PDL+Mpa  26918  40,75    

Senato 2006
Affluenza Comune di Napoli 73,04%
Affluenza Municipalità Vomero-Arenella 80,2%

voti di lista Municipalità Vomero-Arenella
DS             19,72%
Margherita   9,85%


Camera 2008
Affluenza Comune di Napoli 67,68%
Affluenza Municipalità Vomero-Arenella 75,11%

voti di coalizione Municipalità Vomero-Arenella
PD+Idv      34389  47,37           voti di lista  PD  28547   39,32
PDL+Mpa  28880  39,78
 
Camera 2006  
Affluenza Municipalità Vomero-Arenella 80,66%

voti di lista 
L' Ulivo  34,35%.


Il quartiere dove vivo, Fuorigrotta ( Municipalità Bagnoli-Fuorigrotta ) è riuscito
a fare ancora meglio. E il voto di coalizione raggiunge il 49,1% sia alla Camera 
che al Senato.
Questi dati premiano prima di tutto il Partito, perché la campagna elettorale è
stata fatta al di là dei personalismi e dei leader per e non contro il partito e premia
la buona volontà di un gruppo di persone che autofinanziandosi in uno scenario,
quello della Campania, di partito assolutamente liquido, dove non esistono ancora 
i circoli e dove siamo sommersi da problemi di ogni tipo, hanno deciso di stare,
i loro pomeriggi, i loro sabati, le loro domeniche, per strada. A parlare, a dare risposte.
Ma soprattutto ad ascoltare. I problemi, il malcontento e le difficoltà.
Prendendosi tutte, ma proprio tutte le responsabilità.
E non basta. Perché si poteva fare meglio, perchè nel mentre si governava si perdeva
il contatto con la base, ma soprattutto con i cittadini.
Alla gente non interessano i processi sommari, le dimissioni, le cacciate dai partiti,
le ansa dal loft. Quelle le lasciamo ai politologi bamboccioni.
Vedete, queste analisi sui flussi, le stiamo facendo solo noi. La gente è già al di là di
qualsiasi dato e si aspetta che domani il vincitore venga qui a risolvere il problema
spazzatura.
Noi non abbiamo perso le elezioni per colpa di nessuno, se non nostra.
I compagni della sinistra, invece, a questo tipo di autocritica non arriveranno mai.
E un po' spiace. Personalmente ne conosco e ne stimo tanti.
Non hanno capito (a parte Vendola, ma lui è più avanti di tutti e lo sapevamo ) che la
naftalina del governo Prodi li ha ammazzati, vanno dicendo che sarebbe stato meglio
ripresentare l' Unione, invece che andare da soli.
Non solo non hanno voluto fondare un partito unico perché sono elitari e leaderistici,
ma si sono scissi ulteriormente in un processo folle di mera testimonianza.
Testimonianza che non è realtà. Che non è il Paese.



Teresa

  
Qui c'è l' analisi. E c'ho pure l' elmetto
post pubblicato in Sono un gangster, il 15 aprile 2008




C' è poco da dire. La sconfitta è stata netta.
La rimonta c'è stata se analizziamo i venti e passa punti di distacco
con i quali si partiva, ma non tale da poter effettuare un pareggio al
Senato. Insomma, il 34 percentuale non è un risultato tale da poter
essere maggioranza. Rimboccarsi le maniche.
Ci aspetta un lungo periodo di lavoro, siamo il secondo partito in
Italia e l' unica forza di opposizione democratica in Parlamento. Inutile
aggiungere che da bipartitista convinta, trovo positivissimo il semplificarsi
del quadro partitico che è andato oltre anche la spinta veltroniana del
non volere alleati. Basti pensare alla non ricandidatura di personaggi come
De Mita che in Campania non ce l' hanno fatta. Così come apprezzo le dimissioni
immediate di Boselli e Bertinotti, due leader che non hanno saputo portare
il proprio elettorato al di fuori delle tecniche masturbatorie e nostalgiche.
Perchè continuano ad avere in mente un Paese che non c'è. E nemmeno
c'è stato un drenaggio di voti da parte del Pd. Semplicemente non si può
costruire una campagna elettorale parlando di un ' Italia che non esiste-
Perché le fabbriche, caro Bertinotti, sono state sradicate ed esportate, ora
ci sono altri cancelli e ci sono altri operai che al Nord hanno votato in blocco
per la Lega. E la gente è stufa di sentirsi sempre ripetere che ci si sarebbe
voluti distinguere, che non era così che si sarebbe voluto governare, perché
questo è un Paese allo stallo e le mani nella merda, bisogna metterle, sporcarsi,
contaminarsi per portarci tutti fuori.
Purtroppo, conoscendoli, nessuno sarà in grado di fare questo tipo di analisi, si
sa che certa sinistra è tafazzista di per sé. E nemmeno credo ad eventuali
annessioni al Pd, sono troppo elitari per accettare di essere minoranza in un partito.
L' unica chance che avranno sarà di ripensare al ruolo che dovrà darsi in futuro
questa forza, sperando in un progetto nuovo ed unitario e che eviti di spaccare
ulteriormente l' atomo, già polverizzato. Magari ripartendo dalle piazze. L' unica cosa
che gli viene bene.
Per quanto riguarda il mio partito, bisogna continuare il processo costruttivo a partire
da due concetti fondamentali.
Il primo, rafforza il concetto del partito solido.
Servono i circoli, le sezioni, chiamatele come volete, serve la militanza sul territorio.
Noi non possiamo essere il partito del leader, non è la nostra storia e non ci appartiene.
Bisogna tornare a saper parlare alla gente. Io me ne sono accorta facendo campagna
elettorale in uno dei luoghi più ostici per le note vicende che l' hanno attraversato.
Il secondo riguarda quello che sono state le candidature.
Bisogna procedere sulla strada del rinnovamento della classe dirigente e del personale
politico. Stop al consenso clientelare, stop al partito personale, stop alla mediazione
che blocca qualsiasi tentativo di sviluppo.
Solo così si potrà completare l' opera di costruzione del Pd come unica, vera forza
riformatrice e di governo. Il prossimo.
Del Pdl non parlo ( basta la vignetta di Vauro ). Lo aspettiamo soprattutto qua a Napoli
alla prova dei fatti.
Makia ( il destino nel nome ) diventa da oggi, un blog con l' elmetto e promette
un' opposizione durissima, ma guarderà con la criticità necessaria, lo sviluppo del
progetto che ha condiviso fin dalla nascita, quello del Pd. Perché ormai sono scesa
in campo e la Politica la voglio fare davvero. Il blog è divertissement.
Perché se non si partecipa al cambiamento e non ci si mette in gioco, poi non si
può criticare l' oligarchia.
Il lavoro sporco qualcuno lo dovrà pur fare.
E se non voglio sempre gli stessi. Allora, io.


Teresa
Cronaca di una sconfitta annunciata
post pubblicato in Preghiera, il 17 febbraio 2008



C : Non farlo.
cc:...
C : Il tuo saldo é in rosso.
cc: ah se é per quello, Lo è sempre, lo é per sempre per definizione.
C : Non questa volta. Questa volta si era deciso di svoltare, di disertare, i poteri forti e le cose sicure, in fuga per la vittoria.
cc : sembra Amy Winehouse, col suo carico di indolente sesso, mentre fa a pezzi la cultura lib-democrat, mentre umilia suffragetti e articolesse.
C : ecco appunto, la battaglia culturale, però lascia che se la sbrighi da solo col redde rationem, non facciamoci riconoscere anche stavolta.
cc : ma io a stare da parte non ci so stare, aspettando cadaveri che passano e segnando gli interessi che computo, non sono una amante né Paolo Mieli.
C : E ce lo so, tu sei una sedicenne.
cc : angelo mio...
C : Non ce la fanno.
C : Non raccoglieranno neanche le firme.
cc : già fatto, ci han pensato Lino & Iannuzzi, la vecchia guardia di noi mafia non tradisce mai.
C : Mannò, ti prego (oops).
cc : ahahahaha, non provare a fottere anche me con le bassezze della casa eh.
C : Mannò. Questi qui tu li conosci già.
C : Questi qui son Alleanza democratica, son la Rosa nel Pugno, sono l'ennesimo partito di carta senza ggente, sono il tuo prossimo flop vanesio-elettorale.
cc : si, po' esse ma hanno ragione.
C : Ce l'avevano anche quegli altri, ce l'avevi anche quando non avevi torto, ce l'hai sempre avuta la ragione ma non il voto e quindi il soldo.
cc : ...
C : Sei una sedicenne non negoziabile.
cc : e non negoziata, lascia che sia frattanto. Qui di assegni in fondo s'è visto solo il suo.
C : E pure di coglioni.
Fai voto e (no, non scriverlo !) fai votare la lista di Ferrara.
Fanculo pure me.
 


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