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si legge makìa (blog a prova di imitazioni)
Senza i fatti le scuse della Carfagna non bastano
post pubblicato in I Giornaletti, il 19 maggio 2010


 

“Consentitemi un pensiero particolare all’onorevole Anna Paola Concia alla quale sono grata per l’impegno e la delicatezza che ha speso per farmi conoscere la ricchezza del mondo associativo qui presente, con tutte le sue sfumature (…) per avermi aiutata a sfondare il muro della diffidenza della quale penso di essere stata allo stesso tempo vittima e inconsapevole responsabile, in un passato remoto, ormai ampiamente superato”. Con queste parole, Mara Carfagna, nel corso della cerimonia al Quirinale, nella Giornata contro l’omofobia, faceva retromarcia rispetto ad alcune sue posizioni assunte nemmeno troppo tempo fa.

“Il patrocinio al Gay Pride? Non sono orientata a darlo. Non servono i Gay Pride.L’unico obiettivo dei Gay Pride è quello “di arrivare al riconoscimento ufficiale delle coppie omosessuali, magari equiparate ai matrimoni. E su questo non posso certo essere d’accordo”. Appena insediata al Ministero per le Pari Opportunità, la Carfagna dichiarava: “L’omosessualità non è più un problema, perlomeno così come ce lo vorrebbero far credere gli organizzatori di queste manifestazioni.“Sono sepolti – concludeva il ministro – i tempi in cui gli omosessuali venivano dichiarati malati di mente. Oggi l’integrazione nella società esiste. Sono pronta a ricredermi. Ma qualcuno me lo deve dimostrare”.

Glielo hanno dimostrato con i fatti, con le aggressioni omofobe a Firenze, a Napoli, a Milano, a Roma. Due anni di un fenomeno dilagante di intimidazioni e violenze senza che fosse concertato fra le Istituzioni nessun intervento per la promozione del rispetto delle diversità, di pari diritti e pari opportunità per tutti a prescindere dagli orientamenti sessuali. A parte uno spot. Un messaggio per la verità abbastanza controverso e che rimandava al solito “don’t ask, don’t tell”, che non aiuta certo a conoscere e quindi ad accettare l’inclinazione sessuale, ma piuttosto ci invita ad occuparci delle nostre faccende e non di quelle degli altri.

E’ vero che da un Governo a conduzione destro-leghista di più non si poteva immaginare di ottenere, ma è altrettanto vero, che se si voleva mandare un messaggio chiaro si sarebbe potuta approvare quella “legge Concia” affossata sei mesi fa alla Camera e proprio per quella modifica dell’articolo 61 del codice penale che prevedeva un’aggravante per i reati commessi “per finalità inerenti all’orientamento o alla discriminazione sessuale della persona offesa dal reato”.

Ecco, noi siamo disposti anche ad applaudire il Ministro, per questa sua svolta sui temi sensibili dei diritti delle persone omosessuali, però pretendiamo fatti concreti. Le campagne mediatiche vanno bene fino ad un certo punto, poi servono leggi serie. Solo in questo modo le parole e i discorsi non rimarranno prive di significato. Come un tailleur indossato per far bella mostra al Quirinale.

Pubblicato su Giornalettismo

No Naked
post pubblicato in Sono un gangster, il 19 maggio 2009




Nel panorama desolante che offre la mia città, sempre
in prima fila ogni qualvolta si tratta di coprire nudità dai
cartelloni pubblicitari, una buona notizia. Il primo pride in
difesa dei diritti universali e quindi non solo degli omosessuali,
ma anche degli immigrati. Unica condizione "imposta" dal Sindaco
che ha concesso il patrocinio del Comune, la sobrietà.
Hanno accettato anche i disoccupati organizzati che per l'occasione
bruceranno autobus senza incappucciarsi.


Teresa
I famosi colpi di culo
post pubblicato in Sono un gangster, il 17 gennaio 2009


Pare che ben quattro associazioni lgbt, tra cui Arcigay e Arcilesbica,
abbiano avviato un'azione legale nei confronti di Paola Binetti, " per
le sue affermazioni omofobiche ". Come ha spiegato l' avvocato
Antonio Rotelli " è stata avviata una procedura civile al Tribunale di
Roma, con cui le associazioni chiedono un risarcimento per un danno
non patrimoniale, causato dalle dichiarazioni dell’onorevole Binetti,
lesive dell' onorabilità e dell' immagine delle associazioni, costrette ad
impiegare più risorse e lavoro per fare fronte al disagio provocato tra
le persone omosessuali ".
Il risarcimento per la cifra simbolica di 500.000 euro, sarebbe destinato
alla costruzione di un centro per minori omosessuali maltrattati.
Il presidente di Arcigay Mancuso ha spiegato che non si tratta di una
vendetta, ma la deputata teodem rappresenta in Italia la persona che
con più pervicacia e violenza si è scagliata contro le persone omosessuali.
" Peggio di lei c'è solo il Vaticano ".

Io non so se peggio di lei ci sia solo il Vaticano. So però che sono tutti in
ottima compagnia.




Teresa
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