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si legge makìa (blog a prova di imitazioni)
Quel colpo in canna puntato contro di me
post pubblicato in Sono un gangster, il 28 aprile 2010


 

”Se dovessi dire potenzialmente qual’è il vulcano con ‘il colpo in canna’
direi che non è il Vesuvio ma l’isola di Ischia”. Lo ha detto il Capo della
Protezione civile, Guido Bertolaso, che nel corso di una conferenza stampa
ha illustrato il quadro dei rischi collegato ai vulcani in Italia.

Voi ve lo ricordate Giuliani denunciato dalla Protezione Civile per procurato
allarme prima del terremoto dell'Aquila?
Ecco.


Teresa
"Siamo un'armata Brancaleone"
post pubblicato in Sono un gangster, il 4 marzo 2010


 

"I militari sembrava che facessero l'ira di Dio... fan peggio di noi che siamo
l'armata Brancaleone. Con Bertolaso è una situazione difficile, io poveretta
più in là non posso andare.... perché ho persone che sono dei deficienti,
non ho persone tecniche...
".

Se pensate che l'abbia detto io vi state sbagliando di grosso. Perché i deficienti, secondo Manuela Manenti, (che ne parla ad Angelo Balducci) capo dipartimento
della Protezione civile e responsabile della funzione infrastrutture e strutture post
emergenziali per la ricostruzione dell'Abruzzo dopo il terremoto, sono i collaboratori
di Guido Bertolaso.

Amen.


Teresa
Houston, abbiamo una frana a San Fratello oggi
post pubblicato in Sono un gangster, il 22 febbraio 2010




In questo Paese si passa da una tragedia all' altra con una leggerezza mediatica
da fare invidia a tutti. Napoli è invasa dai rifiuti in periferia? Ecchisenefotte, Bertolaso
ha risolto il problema dei rifiuti.Di Giampilieri, per carità, nessuno sa come sia andata
a finire. Poi un bel giorno i cittadini si incazzano e vanno a protestare. Peccato che non
ci sia nessuno ad ascoltare. Dalle macerie al fango e senza mai risolvere nulla.


Teresa
Perché Bertolaso si deve proprio dimettere
post pubblicato in I Giornaletti, il 17 febbraio 2010


 

Guido Bertolaso per il momento è dimissionario, ma visto che il governo gli ha respinto le dimissioni, continua a fare il suo mestiere e il suo dovere. Dopodiché domani vedremo”. E’ stata questa la dichiarazione del Capo della Protezione civile durante la sua audizione alla commissione Ambiente della Camera per presentare le modifiche decise dal governo sul decreto che avrebbe trasformato la Protezione civile in società per azioni.

Ma più che discutere sul contestatissimo decreto legge dal quale, per il momento, è stato espunto l’art. 16 (quello che prevedeva appunto la S.p.A.), ma sul quale rimangono intatte molte altre perplessità, a cominciare da quelle sull’art. 3 e il  lodo di impunità per tutte le strutture commissariali anche periferiche con il divieto di intraprendere nuove azioni giudiziarie e con la sospensione di quelle in corso fino al 2011, la questione vera per la quale si rendono necessarie le dimissioni di Bertolaso riguarda la sua evidente responsabilità oggettiva nei confronti di un sistema di corruzione diffusa, una rete di interessi tesa a favorire le stesse imprese negli appalti dei Grandi Eventi assegnati alla Protezione civile.

Un sistema che si auto-alimentava e traeva la sua efficienza dall’ inefficienza dello Stato. E non necessariamente solo nelle situazioni di emergenza. La richiesta di dimissioni per responsabilità oggettiva deriva dal principio stesso, affermato da Bertolaso, della presunta validità del sistema del fare e quindi della necessità di rendere prioritaria la variabile tempo rispetto al principio della trasparenza e del controllo. A questo va aggiunto che lo stesso Sottosegretario ha confermato l’esistenza di errori e di comportamenti impropri di suoi diretti collaboratori, giustificandosi in base al principio di delega e fiducia e all’ impossibilità temporale di poter controllare tutti gli atti.

Sono proprio queste affermazioni la dimostrazione diretta della fallacità di un sistema quasi extra-costituzionale  e di conseguenza dell’atto dovuto da chi è responsabile unico, rispetto alle scelte operate, di rassegnare le proprie dimissioni in ragione del principio di fedeltà allo Stato a cui più volte egli stesso ha fatto appello.

Tutto il resto, comprese le intercettazioni relative ai presunti massaggi al Salaria Sport  Village  svelano solo come i suoi collaboratori diretti tentassero di essere funzionali al sistema di scambio favori-abusi-appalti. Bertolaso non si deve dimettere perché si è avvalso o meno dei favori di una escort. Bertolaso si deve dimettere perché ha fallito nella sua missione. Lo faccia per difendere il lavoro impeccabile che la protezione civile ha svolto e svolge nel nostro Paese.

http://www.giornalettismo.com/archives/52037/perche-bertolaso-deve-proprio/


Teresa

Più che gelatina, merda
post pubblicato in Sono un gangster, il 12 febbraio 2010




"Alla Ferratella occupati di sta roba del terremoto perché qui bisogna
partire in quarta subito, non è che c'è un terremoto al giorno".
"Lo so" , (risate) "Per carità, poveracci". "Va buò".
"Io stamattina ridevo alle tre e mezzo dentro al letto". 

Quando ci mette le mani Bertolaso si passa dalle situazioni gelatinose
alla merdaccia. Del resto, ve la ricordate l'inchiesta sui rifiuti, quella per
la quale il santone della Protezione Civile è stato rinviato a giudizio a Napoli?
Ecco,ora vi schiarisco le idee su chi si dovrebbe vergognare in questo Paese.



Teresa
Non sparate sul maiale
post pubblicato in Sono un gangster, il 27 aprile 2009


 

Voi lo vedete Cappellacci indignarsi con Berlusconi per la
decisione di spostare il G8 dalla Sardegna all' Abruzzo ?
Io no, francamente. E in ogni caso un bel po' di milioni
dei fondi Fas erano già arrivati sull' isola e dunque di cosa
si lamentano i sardi ?
Sono sicura che quel genio di Bertolaso, qualcosa si farà
venire in mente. Del resto questo è un paese dove un summit
o una tonnellata di sacchetti sono materie da Protezione Civile.
Occuparsi delle crepe nei muri che furono della Casa dello studente
invece, no. Doveva essere poco trendy.


Teresa
Paperelle per tutti
post pubblicato in Sono un gangster, il 16 aprile 2009




Quando ci tocca, ci tocca. La difesa di Annozero, dico.
Perché non ci entusiasmano i Santoro e i Travaglio se
non fosse che siamo pure allergici a qualsiasi tipo di
censura. E figuriamoci gli anatemi sui vignettisti ( che amiamo ).
Pertanto, nella lotta feroce al riequilibrio della pornografia
che si è vista sulla vicenda terremoto, direi che nella
prossima puntata, tutta la Protezione Civile che rassicurava
quelli che guardavano le crepe nei muri della Casa dello studente.
E poi uno solo. Uno solo di quelli che hanno avuto un figlio morto lì
sotto. Per sputargli in un occhio.




Teresa
 
Pioggia e freddo. Evidentemente il terremoto da solo, non bastava
post pubblicato in Sono un gangster, il 14 aprile 2009




In tutto questo via vai di politici, strette di mani, foto con i terremotati
che hanno avuto almeno un lutto, e la Carfagna con i suoi Patch Adams,
una notizia fra le altre mi sembra degna di nota. Quella dove si spiega che
in seguito alla legge Brunetta, almeno 180 precari dell' Istituto nazionale di
geofisica e vulcanologia, stanno per perdere il posto. Ed è interessante
leggere che la rete sismologica viene monitorata soprattutto da questi
ricercatori, tecnologi, collaboratori tecnici e amministrativi non stabilizzandi.
Essì perché l' Ingv, udite udite, ha un organico molto ridotto e la Protezione
Civile dà i soldi con il contagocce. Ora, sarebbe interessante capire che
conversazioni facessero questi dell' Ingv con la Protezione Civile durante un
mese di eventi sismici abbastanza importanti in Abruzzo, epperò questa è
una domanda polemica che potremo porci quando finirà, vivaddio, stà moratoria
sulle polemiche. E se questi ricercatori dovessero risultare, alla fine della festa,
inutili, perché i terremoti non si possono prevedere ( e l' eruzione del Vesuvio ? )
o perché deve fare tutto Bertolaso, allora vabbé.
Ci teniamo il culo sulla polveriera.
E zitti e mosca.



Teresa ( la latitante )


E ci sarebbero ronde e ronde
post pubblicato in Sono un gangster, il 24 febbraio 2009


Mentre su tutto il territorio italiano non vedevano l' ora di organizzarsi
in squadrette di volontari armati, pare, solo di spray anti aggressione,
compresi i nostalgici del Ventennio che a Trieste hanno pure pensato
di chiamarsi come il gerarca fascista Ettore Muti, a Napoli, le nostre ronde
saranno impiegate per vigilare sui lanci di uova o di arance congelate.
Che a Carnevale ogni scherzo vale, ma si sa che poi da noi diventa subito
materia da Protezione Civile.
Trenino ?

 



Teresa
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