.
Annunci online

si legge makìa (blog a prova di imitazioni)
Quel lancio di uova che non c’entra con la Liberazione
post pubblicato in I Giornaletti, il 26 aprile 2010


 

Passare dal discorso di alto valore politico e culturale del Presidente della Repubblica all’ episodio di intolleranza durante la manifestazione di Roma all’indirizzo del Presidente della Regione e che ha finito per coinvolgere anche il Presidente della Provincia, è la rappresentazione più efficace di quanta strada ancora il Paese debba percorrere per essere finalmente uno Stato moderno e pacificato. Nello spirito di coloro che hanno sacrificato la propria vita per la liberazione del Paese è stato sempre forte il sentimento dell’indispensabilità dell’unità nazionale e l’obiettivo che quel sacrificio dovesse comportare la liberazione e la pacificazione del popolo italiano. Il perdurare di gesti di intolleranza ferisce nel profondo il senso stesso della festa del 25 aprile.

Lasciare che sul palco possano partecipare e quindi istituzionalmente difendere i valori della lotta di liberazione proprio coloro che per storia passata ne hanno più difficilmente e tardivamente compreso il significato rappresenta la più significativa vittoria e il successo di tutti coloro che a vario titolo hanno partecipato alla lotta partigiana e alla liberazione del nostro Paese dalla repressione nazista e fascista. Quello che bisogna fare, invece, è scagliarsi contro l’atteggiamento assunto da Edmondo Cirielli, Presidente della Provincia di Salerno, che ha pensato bene di non partecipare, quindi rinunciare al suo ruolo istituzionale preferendo una cerimonia privata con al centro il riconoscimento esclusivo del ruolo delle forze alleate nella liberazione del suolo italico. Questo è certamente un gesto censurabile in quanto, non solo offende il sacrificio di tanti che hanno consentito l’affermazione della nostra Repubblica e quindi di quella stessa Presidenza della Provincia, indegnamente ricoperta, ma al tempo stesso consegna alle nuove generazioni una lettura della storia non certamente veritiera ed imparziale.

Affinché festeggiare il 25 aprile abbia dunque un senso bisogna ritornare allo spirito originario presente nel discorso di Napolitano: “Ebbene, con la Resistenza, di fronte alla brutalità offensiva e feroce dell’occupazione nazista, rinacque proprio l’amore, il senso della patria, il più antico e genuino sentimento nazionale (…) Il 25 aprile è non solo Festa della Liberazione: è Festa della riunificazione d’Italia”.

http://www.giornalettismo.com/archives/60806/quel-lancio-uova-c%e2%80%99entra-liberazione/


Teresa

Sia chiaro che qui non abbiamo nessuna intenzione di festeggiare con i fascisti
post pubblicato in Sono un gangster, il 25 aprile 2009




Che poi, le celebrazioni coatte non le abbiamo mai gradite e
figuriamoci con quelli di Militia.
Pertanto, ognuno si faccia un giro come vuole su questo venticinque
aprile. Qui preferiamo ricordare chi non l'ha mai festeggiato.



Teresa
Sfoglia marzo        maggio
rubriche
links
tag cloud
cerca
calendario
adv