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si legge makìa (blog a prova di imitazioni)
Un lieto fine era previsto
post pubblicato in Sono un gangster, il 16 luglio 2008


E comunque ve lo dico. E' indegno portare bottiglie d'acqua sul sagrato
del Duomo di Milano per protestare contro la decisione di sospensione
dell'alimentazione e dell'idratazione che tengono in vita Eluana Englaro.







Teresa
Ce l' abbiamo fatta, si sono arresi. Sia chiaro che non faremo prigionieri
post pubblicato in Sono un gangster, il 16 aprile 2008


Portatemi la testa di ricchiuti. La voglio sul piatto.



Salomé

Oggi ci occupiamo di cose di casa d' altri
post pubblicato in Sono un gangster, il 14 aprile 2008


Guardate dove arriva la propaganda della Chiesa spagnola.
Al confronto Giuliano Ferrara si dimostra un pivellino.
( A proposito, voi avevate dubbi che tutta la Redazione votasse di pancia ?
Un voto al direttore, un voto all' editore ? )
Bé, io no.



Teresa
Registriamo un punto a favore di uova e pomodori in campagna elettorale. Uno a zero sulle zucchine
post pubblicato in Sono un gangster, il 4 aprile 2008



 
Non vi faremo vedere il pomodoro che macchia la giacca di Giuliano Ferrara.
Youtube ne è pieno. Nemmeno faremo la fila per esprimergli solidarietà né
tantomeno ribadiremo che se l' è cercata. Niente di tutto questo.
Siamo dell' idea che il concetto di democrazia, a parte il pourparler, poi vada
sostanziato con i fatti. E quindi libero l' Elefantino se vuole andare in piazza
per la sua campagna elettorale, liberi i contestatori sempre cercando di evitare
frutta e verdura, per non parlare delle seggiole. Vabbé.
Insomma gli argomenti per stroncare questa calamità della lista pro life non
dovrebbero mancare, noi ci siamo espressi più volte e la rissa mi sembra alquanto
inutile. Però una cosa bisogna registrarla agli atti.
Ricordo quella bella sceneggiata di Ferrara su Rai1, quando negli studi di
UnoMattina lasciò a piedi quella bell' anima di Pannella. Il dibattito in televisione ?
Nun se po' fà.
Sui temi della vita si discute nei teatri ( o nelle chiese ). E infatti non ha cambiato
idea, e sempre a piedi ha lasciato pure il senatore Ignazio Marino che ancora lo
sta aspettando per il confronto che proprio lui aveva chiesto.
Deve aver pensato, il caro Ferrara, che una comparsata in piazza, in una
qualunque delle piazze dove ormai sistematicamente lo andranno a contestare
deve valere molto di più, in termini di visibilità. Vuoi mettere la fatica nel dover
contrastare le argomentazioni che certo ad uno come Marino, non mancano ?
Mica sarebbe stata una platea di chierici ?
Meglio la verdura. Se po' fà.


Teresa

Contro Giuliano. Da leggere solo se si è sicuri di non volere il muro contro muro
post pubblicato in Sono un gangster, il 18 marzo 2008




E' muro contro muro quando si suppone di conoscere l' esperienza dell' aborto.
E' muro contro muro quando si definisce l' aborto un assassinio e poi si vuole
specificare ( strumentalmente ) che le donne che lo hanno praticato non lo sono.
Delle assassine.
E' muro contro muro quando si vuole associare l' aborto con la Shoah.
E non è che non se ne possa proprio parlare, di aborto, senza provocare una
contrapposizione integralista. Semplicemente non se ne può parlare in questo
modo.
Nel modo di Ferrara. Adriano Sofri lo sa, è per questo che decide di non mettersi
al posto delle donne, così come invece ha deciso di fare il suo amico.
Ed ora sappiamo pure che il binomio pena capitale/aborto non è altro che un
emendamento proposto dall' Egitto all' Onu, per mandare all' aria la moratoria
contro la pena di morte. Votato, ovviamente, da tutti quegli Stati che praticano la
pena capitale. Anche il Vaticano ha votato quell' emendamento. Dunque ha votato
contro la moratoria. Non credo ci sia altro da aggiungere se le gerarchie
ecclesiastiche preferiscono la morte di chi è già persona per salvaguardare
l' embrione che vita ancora non è.
Se questo deve essere il livello di dialogo, allora, non ci sarà nessun ascolto.
Avrete il muro contro muro che meritate.
E c'è da prendere sul serio quello che Famiglia Cristiana ha dichiarato, mettendosi
di traverso rispetto alla lista pro life. Hanno intuito il flop e non vogliono legare
l' immagine della Chiesa allo zerovirgolazero probabile, rischiando di affondare per
sempre qualsiasi discorso futuro sulla 194. Vi lascio con una lettera che più di tutte
si avvicina al mio pensare. E sfido chiunque a leggerci un inno all' aborto.
Perché questo è il dialogo che cerchiamo.
E perché fuori da questo terreno ci sarà solo scontro.

Teresa

Diritto alla vita, aborto come omicidio perfetto.
Parole tonde, altisonanti, chiuse. Che predicano e non chiedono confronto.
Che sono e suonano così distanti dalla fragilità della condizione umana.
Perché la vita, quella vera, non è mai compatta, ma è l' intreccio sfrangiato
dei suoi successi e dei suoi fallimenti, di impegni e sofferenze, di valori e
contraddizioni. Eppure sarebbe importante una parola di uomo, una parola
non estranea, che di fronte alla donna che sceglie di interrompere una
gravidanza fosse capace di trovare la giusta misura e il giusto posto. Una
parola che non dia generica solidarietà, ma che guardi al proprio scacco e
nomini la propria responsabilità. Aiuterebbe a trovare quella democrazia del
due di cui parla Luce Irigaray. E invece.
Colpisce questo rumore di fondo, la fatica di accettare la libertà delle donne,
la loro autonomia. Ha molte facce questa incapacità : c'è chi mantiene il pregiudizio
patriarcale e misogino che ci vuole soggetto minore, altri inchiodano le donne
nello stereotipo più vieto che banalizza la sessualità e rende superflua la relazione.
Ecco una delle parole incomprese e che invece devono stare dentro un nuovo
alfabeto etico : come si fa a parlare di vita, di nascita, senza interrogarsi sul
complesso mistero della relazione tra un uomo e una donna e, ancor più, tra una
madre e un figlio ?
No, non basta che i fautori della campagna pro life dicano che non vogliono
toccare la 194, quella legge lungimirante e saggia che riconosce responsabilità alle
donne e competenza ai medici. Allo strabordante monologo maschile che sostiene
che le donne abortiscono con leggerezza rispondo che, laddove non c'è la proibizione
della legge o del padre, resti tu, il tuo conflitto e la responsabilità che ti assumi.
E che questo è esercizio di un principio morale. Di più. La libertà di scelta delle donne
ha prodotto relazioni più umane e consapevoli tra le persone, ha reso più confortevoli
le nostre vite, ha riscaldato e resa dinamica la società in cui viviamo. Per non essere
sulla difensiva dobbiamo vedere e interrogare questa competenza. Non si tratta
soltanto di rivendicare diritti, ma dobbiamo donne e uomini essere capaci di costruire
progetto e cittadinanza sul riconoscimento dei legami reciproci e sulla capacità di
prendersene cura.
C'è bisogno di una politica materna, di una società materna : è il rovesciamento della
mistica della maternità, è l' idea che la relazione e la cura degli altri, dei bambini,
dei vecchi,non sono responsabilità e destino privato e che non c'è specificità femminile
nel pensare gli asili nido o richiedere congedi parentali. C'è un cambiamento maschile
che andrebbe interpellato e reso evidente, c'è una presenza delle donne sulla scena
pubblica che, soltanto così, troverà il suo agio. E poi c'è la relazione con i ragazzi,
con i figli, con quei giovani maschi e quelle giovani donne per i quali conta molto ciò
che, su tutto questo, sanno dire le madri e i padri. Le loro parole, per essere ascoltate
devono abitare lo stesso luogo, il luogo della fragilità della condizione umana.


Livia Turco, 8 Marzo 2008.
Questo feto abortito potremmo chiamarlo Lista aborto no grazie. Perché no
post pubblicato in Sono un gangster, il 9 marzo 2008


La cronaca dei 300 del buonumore ( 150 per le forze dell' ordine e compresi
i parenti, gli amici e l' ombra di qualche bambino) è di una tristezza infinita.
A cominciare dal tristissimo Giovanni Lindo Ferretti ex punkettone di Reggio
Emilia, quello che ha confuso tutto il confondibile e che da quando si è ritirato
ad allevare cavalli ha incrociato Ratzinger e la Cei sulla via di Damasco.
Comincia con una filastrocca che ringrazia la bella piazza della lista pazza e
finisce con un canto gregoriano.
Aridatece i CCCP. Fedeli, ma non così.
Passando per Ferrara che vuole dare il nome ai feti e ancora questa polemica
inutile con la Aspesi sul film Juno che non è una bandiera dell' antiabortismo, ma
non glielo dite sennò ricomincia. Per finire a quelle che dovevano essere le uniche
note allegre di una piazza moscia, le inevitabili contestazioni con fischietto, che
hanno innervosito il servizio d' ordine che si è scagliato contro una donna e contro
un nostro amico colpevole solo di aver tentato di fotografare la scena.
Arcigni a chi ?

E mo' che famo ?
post pubblicato in Sono un gangster, il 29 febbraio 2008


elenco punto commento commento di   malvino - utente certificato  lasciato il 28/2/2008 alle 14:34

Delle 11 che ieri gli ho mandato io, oggi ne ha pubblicate 6. Fa' 'na cosa, Ricchiu':
per essere sicuro che te ne pubblichi una, mandagliene due.

http://malvino.ilcannocchiale.it


elenco punto commento commento di   ricchiuti - utente certificato  lasciato il 28/2/2008 alle 16:1

Buono a sapersi.
Grazie.


Ricchiuti scrive una bella lettera devota a Il Foglio per esortare Ferrara a
continuare il percorso di presentazione delle liste pro life e viene cestinato.
Malvino ne invia undici ( tutte rigorosamente pezzotte ) e gliene pubblica sei.
Che dire ? Quello che state facendo, cioè la stessa cosa, ma con scopi diversi si
chiama suicidio assistito, sappiatelo. E in Italia è pure vietato.
Intanto in casa loft, quei dannati teodem mangialaici rilasciano interviste
illuminate sull' adozione della Ru486.
E ora al primo ignorante di qualche Lista del Buon Umore e Dintorni che ci verrà
a dire che la pillola è un preparato killer per le Donne con la D maiuscola gli
rispondiamo con i cinque morti su cinquecentomila casi documentati.  E allora ?
Nel caso ci aveste prese, per delle Palombelli qualsiasi.
Sciò.


P.s.
A proposito di buon umore e di pezzotti e visto che  hanno fatto fuori pure la
Loredana de noantri ( aridatece la Berté ), la canzone della Tatangelo è già un Cult.
Via quel genio di formamentis che come me non ha nessun conto nel Liechtenstein.
Nemmeno quei due-tremila euro per ricaricarci la postepay.


Teresa



E adesso preparate il popolo alla loro assenza psicologica e politica
post pubblicato in Sono un gangster, il 21 febbraio 2008




Il popolo romano apprende la dolorosa notizia che Giuliano Ferrara non si candida.







p.s.
Mi sono accorta stamattina che Staino sull' Unità aveva avuto la mia stessa idea.
Quindi ho cancellato la foto di De Mita e pubblicato la sua vignetta.
Ricchiuti, al quale avevo esposto ieri pomeriggio, in privato, la mia idea su questo post,
può confermare che potrei tranquillamente lavorare all' Unità.

Qui una discussione sulla non candidatura di De Mita

elenco punto commento commento di   Tess -   lasciato il 20/2/2008 alle 23:16

No tito mi dispiace ma sbagli.
Perchè hai dimenticato quello che è successo alle primarie in Campania, quando è stato fatto un accordo blindato Bassolino-De Mita per la candidatura del segretario regionale Iannuzzi demitiano di ferro con tanto di brogli. Rispolvero per quelli che hanno la memoria corta. Già all' epoca si era detto no alla candidatura di De Mita e si era dovuti ripiegare gioco-forza sul suo candidato.
Il duopolio Bassolino-De Mita che tanto ha fatto male alla mia regione andava spezzato in qualsiasi modo. Lo hanno fatto, in ritardo. La Campania ne esce distrutta, il partito pure. Ma continuare a tacere e far finta di non vedere, solo per il consenso, per quei sessantamila voti, mi dispiace.
A calci in culo.
Tu dici che idee non ce ne sono. Io dico che ci sono persone che hanno ideee, ( perchè le conosco ) ma che vengono sistematicamente messe da parte.
Perchè fra chi ha una bella idea e chi è protetto dai padrini, stai certo che il primo non verrà mai fuori



 

Teresa

" La maggioranza delle donne non ha capito cosa Ferrara vuole fare "
post pubblicato in Sono un gangster, il 20 febbraio 2008


Insomma, dai sondaggi commissionati da Forza Italia alla Euromedia
Research, risulterebbe che gli italiani paragonano la lista no aborto
alla lista no euro, in termini di preferenze elettorali. Inoltre l' elettorato,
ma non solo quello femminile risulterebbe turbato dall' offensiva
pro life che punta ad inserire a tutti i costi i temi etici nella macelleria
della campagna elettorale. Del resto questo tira e molla sulla candidatura
a sindaco di Roma la dice lunga su come il Pdl sia alla frutta e su come
la scelta di Ferrara sia un ripiego, nemmeno tanto felice per il Cavaliere.
Noi qui, i soliti bastardi, abbiamo capito da tempo cosa Ferrara vuole fare
e una volta scoperto che non ha nessuna sindrome di Klinefelter, ma è
solo un obeso impotente come ce ne sono tanti, sferreremo la nostra
offensiva. Non prima di aver accertato, mi raccomando, che sia un
handicappato. Ma vero.

Quel genio di Denis Diderot tumblr

Quel genio di Ciro Monacella


Teresa




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