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si legge makìa (blog a prova di imitazioni)
E' sempre lui. Quello del rompicoglioni
post pubblicato in Sono un gangster, il 30 aprile 2010




Il solito complotto giudoplutaicomassonico. Del resto, se Cosentino
non si è dimesso su un ordine di arresto, cosa chiedete le dimissioni
per un semplice loft in nero. Esagerati.


Teresa



Quel colpo in canna puntato contro di me
post pubblicato in Sono un gangster, il 28 aprile 2010


 

”Se dovessi dire potenzialmente qual’è il vulcano con ‘il colpo in canna’
direi che non è il Vesuvio ma l’isola di Ischia”. Lo ha detto il Capo della
Protezione civile, Guido Bertolaso, che nel corso di una conferenza stampa
ha illustrato il quadro dei rischi collegato ai vulcani in Italia.

Voi ve lo ricordate Giuliani denunciato dalla Protezione Civile per procurato
allarme prima del terremoto dell'Aquila?
Ecco.


Teresa
Sta per partire il nucleare mediatico
post pubblicato in Sono un gangster, il 27 aprile 2010



 
Il fatto che la svolta sul nucleare debba arrivare da un accordo
con la Russia di Putin mi mette uno strano senso di agitazione
addosso. Non so voi.


Teresa

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permalink | inviato da makia il 27/4/2010 alle 8:30 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa
Quel lancio di uova che non c’entra con la Liberazione
post pubblicato in I Giornaletti, il 26 aprile 2010


 

Passare dal discorso di alto valore politico e culturale del Presidente della Repubblica all’ episodio di intolleranza durante la manifestazione di Roma all’indirizzo del Presidente della Regione e che ha finito per coinvolgere anche il Presidente della Provincia, è la rappresentazione più efficace di quanta strada ancora il Paese debba percorrere per essere finalmente uno Stato moderno e pacificato. Nello spirito di coloro che hanno sacrificato la propria vita per la liberazione del Paese è stato sempre forte il sentimento dell’indispensabilità dell’unità nazionale e l’obiettivo che quel sacrificio dovesse comportare la liberazione e la pacificazione del popolo italiano. Il perdurare di gesti di intolleranza ferisce nel profondo il senso stesso della festa del 25 aprile.

Lasciare che sul palco possano partecipare e quindi istituzionalmente difendere i valori della lotta di liberazione proprio coloro che per storia passata ne hanno più difficilmente e tardivamente compreso il significato rappresenta la più significativa vittoria e il successo di tutti coloro che a vario titolo hanno partecipato alla lotta partigiana e alla liberazione del nostro Paese dalla repressione nazista e fascista. Quello che bisogna fare, invece, è scagliarsi contro l’atteggiamento assunto da Edmondo Cirielli, Presidente della Provincia di Salerno, che ha pensato bene di non partecipare, quindi rinunciare al suo ruolo istituzionale preferendo una cerimonia privata con al centro il riconoscimento esclusivo del ruolo delle forze alleate nella liberazione del suolo italico. Questo è certamente un gesto censurabile in quanto, non solo offende il sacrificio di tanti che hanno consentito l’affermazione della nostra Repubblica e quindi di quella stessa Presidenza della Provincia, indegnamente ricoperta, ma al tempo stesso consegna alle nuove generazioni una lettura della storia non certamente veritiera ed imparziale.

Affinché festeggiare il 25 aprile abbia dunque un senso bisogna ritornare allo spirito originario presente nel discorso di Napolitano: “Ebbene, con la Resistenza, di fronte alla brutalità offensiva e feroce dell’occupazione nazista, rinacque proprio l’amore, il senso della patria, il più antico e genuino sentimento nazionale (…) Il 25 aprile è non solo Festa della Liberazione: è Festa della riunificazione d’Italia”.

http://www.giornalettismo.com/archives/60806/quel-lancio-uova-c%e2%80%99entra-liberazione/


Teresa

Dancing Boys of Afghanistan – Quando l’abuso sessuale è al maschile
post pubblicato in I Giornaletti, il 23 aprile 2010


 

Violenze che rivelano la cultura dominante dei Signori della guerra che sfruttano apertamente i membri più vulnerabili della loro società.

Il network televisivo Frontline ha pubblicato online un articolo affascinante, ma terrificante allo stesso tempo.”The Dancing Boys of Afghanistan” mostra una pratica orribile chiamata Bacha Bazi (letteralmente play boy), in cui vengono venduti giovani ragazzi ai signori della guerra afghani e a potenti uomini d’affari per essere addestrati come ballerini che si esibiscono per il pubblico maschile ed essere quindi utilizzati e scambiati per il sesso. Una pratica illegale piuttosto usuale in quel paese dove ci sono migliaia di orfani e ragazzi poveri, alcuni di soli 11 anni, alcuni venduti dai genitori ai loro nuovi “padroni”. Gli uomini vestono i ragazzi in abiti femminili e insegnano loro a cantare e ballare per il proprio divertimento e quello dei loro amici.

NEL MONDO DEL BACHA BAZI - Con la scusa di fare un documentario su pratiche analoghe in Europa, il giornalista afghano Najibullah Quraishi (Dietro le linee dei talebani), tornato nella sua terra natale si è guadagnato la fiducia di Dastager, un comandante ex mujaheddin e ricco uomo d’affari che si interessa di auto di importazione dall’Estremo Oriente. Con Dastager come sua guida, Quraishi porta gli spettatori nel mondo di Bacha Bazi dove gli uomini di primo piano fanno a gara per appropriarsi e usare i ragazzi. “Vado in ogni provincia per avere la felicità e il piacere con i ragazzi“, dice un uomo afghano conosciuto come “Il tedesco”, che agisce come un magnaccia Bacha Bazi, fornendo agli uomini la merce umana.”Quelli che non sono buoni per ballare saranno utilizzati per altri scopi. … Voglio dire per sodomia e altre attività sessuali“.

IN COMPETIZIONE - Nelle conversazioni approfondite con diversi maestri Bacha Bazi nel nord dell’Afghanistan e con i “loro” ragazzi Quraishi rivela una cultura in cui ricchi uomini afghani sfruttano apertamente i membri più vulnerabili della loro società.”Quello che è stato così inquietante vedere non era solo la loro mancanza di preoccupazione per gli abusi che stavano commettendo sui ragazzi“, ha detto Quraishi. “E’ stata anche la disinvoltura con la quale si muovevano e l’orgoglio con cui mostravano i loro ragazzi ai loro amici, al loro mondo. Essi credevano che chiaramente nulla di quello che stavano facendo era sbagliato”. “Ho avuto un ragazzo, perché ogni comandante aveva un partner“, dice Mestary, un ex comandante anziano che è ben rapportato con i principali signori della guerra afghani. “Tra i comandanti vi è concorrenza, e se non ne avevo uno anche io, non potevo competere con loro“.

IMPUNITI -E’ una pratica disgustosa. … E’ una forma di schiavitù tenere un bambino così. E’ una forma di schiavitù sessuale“, spiega Radhika Coomaraswamy, rappresentante speciale delle Nazioni Unite per i bambini dei conflitti armati. “L’unico modo per fermare Bacha Bazi è perseguire le persone che commettono il reato, ed è quello di cui abbiamo bisogno, perché le leggi ci sono nei libri contro questa pratica“. Nel documentario, funzionari di polizia locali intervistati, insistono sul fatto che gli uomini che partecipano a queste pratiche saranno arrestati e puniti, indipendentemente dalla loro ricchezza o potenza. Più tardi però, nello stesso giorno, Quraishi con le telecamere cattura due ufficiali del dipartimento di polizia che frequentano un Bacha Bazi.”Molte delle persone che lavorano per il governo - dice Nazir Alimy, che ha compilato una relazione per l’UNICEF – parlano contro di esso, ma sono coloro che poi commettono gli abusi … Personalmente non riesco a citare tutti i nomi perché ho paura“. Quraishi parla anche con alcuni ragazzi che temono di essere picchiati o uccisi. “Se scappiamo ci uccidono“, dice un ragazzo di 13 anni. Il reporter ha avuto anche dei colloqui con la famiglia di Hafiz, 15 anni, che secondo come riferito è stato ucciso dopo aver tentato di fuggire dal suo padrone, un barone della droga ben noto e signore della guerra. Nel caso di Hafiz, un sospetto – il poliziotto che ha fornito la pistola che lo ha ammazzato – è stato arrestato. Condannato a 16 anni di carcere, l’ufficiale è stato rilasciato dopo aver scontato solo pochi mesi. La famiglia di Hafiz sospetta che l’ex proprietario del ragazzo abbia corrotto funzionari locali per essere scarcerato. “Se queste persone venissero punite, questo genere di cose non accadrebbe“, afferma la madre di Hafiz. Il programma si conclude con un aggiornamento dettagliato dei tentativi di organizzare il salvataggio di uno dei ragazzi acquistato da Dastager da una povera famiglia di contadini. E’ un capitolo finale drammatico, pieno di nuove scosse e di sorprese, e, alla fine, fornisce una misura del significato di giustizia per il ragazzo e il suo padrone.

Saldi battono Congo 122 a 7
post pubblicato in Sono un gangster, il 21 aprile 2010



 
E' questo il rapporto tra le notizie sui saldi di fine stagione e il lungo conflitto
che colpisce la Repubblica Democratica del Congo, e che finora ha fatto
milioni di vittime, che i nostri telegiornali Rai e Mediaset hanno mandato in
onda nel corso del 2009.A puntare il dito contro i media italiani è l'annuale
rapporto di Medici senza Frontiere.
Ora bisognerebbe capire quanto gliene cale, a quelli che hanno fatto vincere 
il Trota, delle crisi umanitarie nel mondo. Minzolini, per esempio, è uno di quelli
che ha già capito tutto.



Teresa
"Che Dio ce lo conservi"
post pubblicato in Sono un gangster, il 19 aprile 2010




"Bossi - sancisce Berlusconi - è l'unico alleato che abbiamo e ha sempre
dimostrato saggezza, acutezza politica e assoluta lealtà; che Dio ce lo conservi".
Come dargli torto quando descrive il suo rapporto privilegiato con l'alleato, poi
come a voler ostentare il suo rapporto privilegiato pure con l'ostia, aggiunge:
"e sono sicuro che ce lo conserverà".
Ha voglia a sbattere porte, Gianfranco Fini.


Teresa
Storia di un incesto: “La prima volta avevo sei anni”
post pubblicato in I Giornaletti, il 17 aprile 2010


 

Mio padre non solo ha rubato la mia infanzia. Ha rubato la mia vita”.
Isabelle Aubry, protagonista della terribile storia di pedofilia che racconta
nel suo libro, parla degli abusi subiti da parte di suo padre, delle umiliazioni
subite nel momento in cui ha deciso di denunciare e dell’associazione che
ha deciso di sostenere per salvare altri bambini.


continua su Giornalettismo
Un nuovo miracolo italiano
post pubblicato in Sono un gangster, il 16 aprile 2010


 

Un milione di spettatori in meno.
Ora, in qualsiasi azienda sana un direttore con una performance
così disastrosa, sarebbe stato cacciato a calci in culo. Qui no. Primo
perché non ci sono aziende sane. Secondo perché Minzolini serviva
proprio allo scopo.Come dare un brodino a un moribondo.




Teresa

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permalink | inviato da makia il 16/4/2010 alle 8:30 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa
Bertone, nun ce pruva'
post pubblicato in Sono un gangster, il 14 aprile 2010





La strategia era già partita negli Usa
, cioè quella di derubricare i reati
di pedofilia del clero cattolico a semplici crisi omosessuali. Quindi, si
tranquillizzino le categorie di genere, non è un attacco ai gay, li vogliono
solo utilizzare a loro uso e consumo, in maniera anche alquanto rozza, perché
poi la domanda che sorge spontanea è interrogarsi sui motivi che spingono 
il prete omosessuale a violentare le bambine. Femmine.
La risposta è, appunto, perchè semplicemente non è ricchione Bertò. E' un pedofilo,
fattene na' ragione e sgancia li sordi del Vaticano.
 

Teresa
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