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L’anschluss maybe però-(Ciert piezz e zoccol so bell)

Il sudato Terim contro l’armata di polacchi e mario gomez del nuovo Reich multinazionale. Asburgico, praticamente. E Vienna appunto è l’obiettivo. Turchi perfettamente integrati in Grande Germania, dicono al Foglio. Altro che grande città e i suoi ghetti. Al più, Nord contro Sud della Baviera alemanno-ottomanna. Partiti. Nel giorno d’Ognissanti (un giorno dove a proposito di morti ognuno è santo), in cui si parla della dissepoltura del buon Santo Renatino De Pedis, ci sarà qualcuno che sicuramente penserà di voler disseppellire pure Lepanto per seppellirla del tutto.

Turchi a Vienna effettivamente dà fastidio, meglio ci vadano i Ratzi-boys.

Salvo rimonte inspiegabili ovviamente, sarebbe la terza o la quarta in questo Europeo. E si sa che se rimontare è umano, ripetersi è farina del diabbolo.

La Turchia fa capire subito chi comanda. Tra personalità che spicca, svarioni ridolineschi e inattesi dei bianchi, e una soda traversa, non ce n’è per la Merkel in tribuna.

La Germania attacca senza fare paura. La Turchia, al confronto, appare decisa come la morte e semina il terrore con piglio nervosamente fermo. E’ una pura formalità per i rossi d’Eurasia passare in vantaggio sui Crociati : la parabola a mezzaluna viene sospinta in rete tra le cosce di Lehmann. Moral, voglio dire Boral, alle stelle. Terim è felice e incazzato come una belva. E’ un dio pagano ed irato dei quartieri più bassi di Totò le Mokò, un sindaco imperiale della Sanità. Osa l’osabile, intimiditi i tedeschi. Esige il raddoppio.

Quattro minuti invece e la rimonta è tedesca: Schwesteiger di corsa richiude la pratica ed abbassa di suo, con la sua, la cresta dei turchi. La Merkel, più pettinata, applaude.

I turchi destra e in controtempo la porta, tedeschi con Klose sulla sinistra: è questo il canovaccio, son questi i leit motiv degli spartiti. Hamit, arcuato piazzato, sorprendere Lehmann è l’imperativo Imperiale. Momento d’ingenuità invece arriva in Turchia : Podolsky egoista li grazia.

Boral ancora su calcio da fermo, ah come gioca da fermo ‘sta Turchia la quale tra l’altro sta giocando troppo bene per essere vera o non perdere. Germania che mena, agile più che potente, solo in rapidi contropiedi da outsider. Accenni di sangue dopo uno scontro con colpa tedesca, la tv è impietosa , riprende Terim (chissà perché, cacciato da Berluskoni, creduto da sempre a sinistra) che invoca la pena di morte. E, in più, mazzate. Sabri, alto d’un soffio, che grande Turchia se ne benedice l’ingresso negli spogliatoi al 45’. Ballack in compenso non pare neanche entrato. Non ha potuto venire.

Tedeschi ripartono stretti, corti e convinti. Ma a dispetto del Papa a sentir Collovati non “riescono a credere-crederci”. Terim alza le braccia in alto come ad una rapina, suonando la carica e dando la dritta, o la Turchia o la vita. E’ scambio di ruoli, Turchia in contropiede e Germania a far falli.

Travolto un minithank tedesco in area eurasiatica, proteste, rotture, Ballack, la Merkel, la Ue, manca solo dia il goal Altiero Spinelli. Assolutamente, notevolmente, un fallo è fallo: continua il nostro Fulvio a tifare Germania, cui ha solato negli anni ’80 il rigore su Conti di Briegel.

I tedeschi sembrano rianimati dall’ingiustizia subita e pressan con tanto e tale galantomismo ferito da far saltare il satellite Rai. Benedetto Croce avrebbe farfugliato qualcosa a proposito dell’intelligenza di un governo d’onesti. Riprende il segnale, riprende la solita trippa dei bianchi galanti. Vienna val bene una messa cantata. E’ la squadra di Terim che ora fa le prove di Anschluss domenica a Vienna. Trattenuta tedesca col finto morto. Terim protesta (“Mannacc a mort“), Terim poi applaude, Terim poi rischia.

La nuova interruzione mette in pause il batti-ribatti-t’abbatto la palla (dell’occhio).

La Germania passa in vantaggio in differita con Klose: in studio l’avevano detto che la Turchia era stanca. Uh che bello, è la radio ora che parla in televisione, il ’38 della Germania a Vienna è sempre più vicino & on air. La ripresa tornata è quella di curva. Semih, ahhahahaha, incredibile, esulta ancora zittendo come coi cechi e croati, stai zitto avversario. Lehmann in papera, Terim che zittisce Semin e invoca prudenza e (i) rigor(i).

Due pari, invadono festosamente (ma chi e perché mai poi festeggia ?) il campo. Rogerio è il grasso play du Brasil (a Istambùl) e Bartoletti, che aveva previsto vittoria tedesca, colpisce ancora.

Semin sbaglia e Terim che prende fuoco lancia bottigliette di acqua.

Un turco a terra, Germania fairplay not in my name tradisce la morale ed il cielo stellato di Kant mettendo Lahm al posto di Kant. Tre a due, Baviera del Nord a tre e Baviera del Sud di seconda generazione a due. Il satellite a Vienna proprio non vuol vedere. Neanche alla radio, siamo ai cellulari.

A Berlino, volevo dire (vi piacerebbe eh ? e vi sarebbe piaciuto due anni fa), è soltanto Vienna.



ricchiuti

Pubblicato il 25/6/2008 alle 22.56 nella rubrica Preghiera.

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